La Nascita di Cariati

La storia di Cariati nasce dal rapporto profondo tra l’uomo e un territorio aspro, strategico, continuamente esposto alle grandi correnti della storia mediterranea. Le sue origini si collocano in un’epoca antichissima, quando le coste dello Ionio calabrese erano percorse da coloni greci, mercanti e soldati. La tradizione vuole che nei pressi dell’attuale abitato sorgesse l’antica Chone, un insediamento di età magno-greca, la cui memoria si è conservata nei secoli come primo nucleo di popolamento organizzato della zona. Con l’espansione romana, il territorio entrò stabilmente nel sistema amministrativo dell’Impero e viene ricordato con il nome di Paternum, legato a una funzione agricola e di controllo delle vie interne che collegavano la costa con l’entroterra bruzio.
Il crollo dell’Impero romano d’Occidente segnò l’inizio di un lungo periodo di instabilità. Le pianure costiere divennero vulnerabili, esposte a incursioni e saccheggi, e le popolazioni cercarono rifugio sui rilievi. Fu in questo contesto che Cariati iniziò a svilupparsi sul colle che ancora oggi domina il mare: una scelta dettata non dal caso, ma dalla necessità di difesa e di controllo visivo del territorio circostante. La posizione permetteva di scorgere in anticipo eventuali minacce provenienti dal mare e di organizzare una resistenza.
Tra il IX e il X secolo, Cariati entrò pienamente nella sfera dell’Impero Bizantino, diventando parte integrante del sistema difensivo della Calabria orientale. In età imperiale, soprattutto durante il regno di Niceforo II Foca, la città assunse un ruolo militare di primo piano. Fu trasformata in un kastron, una fortezza vera e propria, collegata strategicamente a Rossano, uno dei principali centri del dominio bizantino in Italia meridionale. In questo periodo si posero le basi delle prime fortificazioni, con mura, torri e strutture difensive concepite per resistere a lunghi assedi. Cariati non era soltanto un centro abitato, ma una sentinella avanzata dell’Impero sullo Ionio.
L’XI secolo segnò una svolta decisiva. I Normanni, provenienti dal Nord Europa, avanzarono progressivamente nella conquista della Calabria, sottraendo territori ai Bizantini. Cariati, per la sua importanza strategica, divenne un obiettivo fondamentale. Nel 1059 fu assediata dalle truppe guidate da Roberto il Guiscardo. Le fonti parlano di una resistenza significativa, ma alla fine la città cadde, entrando a far parte del nuovo ordine normanno. Con questa conquista si chiuse definitivamente la fase bizantina e iniziò una lunga stagione feudale, in cui Cariati rimase comunque un centro fortificato di rilievo.
Nel corso del Basso Medioevo, la città attraversò secoli complessi, segnati da lotte dinastiche, cambi di signoria e continue necessità di difesa. Nonostante ciò, Cariati consolidò il proprio ruolo amministrativo e religioso. Nel 1437 fu elevata a sede vescovile, riconoscimento che testimoniava l’importanza raggiunta dal centro non solo sul piano militare, ma anche su quello ecclesiastico. In quegli stessi anni, il territorio fu coinvolto nei conflitti che agitavano il Regno di Napoli, con assedi e devastazioni legati alle rivalità tra grandi famiglie feudali e alle guerre per il controllo della Calabria.
Tra il XV e il XVI secolo, Cariati assunse l’aspetto monumentale che ancora oggi la caratterizza. Le mura furono ampliate e rinforzate, integrando strutture più antiche e adattandole alle nuove tecniche militari. La città divenne una delle fortificazioni più imponenti dello Ionio calabrese, concepita per resistere non solo a eserciti terrestri, ma anche alle minacce provenienti dal mare.
Il Cinquecento aprì una delle pagine più drammatiche della sua storia. Il Mediterraneo era attraversato dalla guerra di corsa e le coste calabresi divennero bersaglio frequente delle incursioni turco-barbaresche. Cariati subì ripetuti attacchi, che misero a dura prova la popolazione e le strutture difensive. L’episodio più tragico è ricordato nel 1544, quando la città fu colpita da una devastante incursione attribuita a Barbarossa. Le cronache parlano di saccheggi, distruzioni e deportazioni di abitanti; anche il vescovo della città fu catturato e morì in prigionia. Le mura impedirono la completa distruzione del centro, ma non poterono evitare il dolore e la perdita che segnarono profondamente la comunità.
Nella seconda metà del XVI secolo, Cariati fu elevata a Principato sotto la famiglia Spinelli, per concessione regia. Questo titolo sancì un nuovo status politico e segnò l’ingresso della città in una fase di relativa stabilità, pur rimanendo inserita nelle complesse dinamiche del Regno di Napoli e, successivamente, della monarchia spagnola. Nei secoli seguenti, Cariati visse le trasformazioni comuni a gran parte del Mezzogiorno: il progressivo declino del sistema feudale, i mutamenti economici, le tensioni sociali e le difficoltà che accompagnarono l’età moderna e contemporanea.
Oggi le mura di Cariati, intatte e possenti, non sono solo un’opera di architettura militare, ma il simbolo concreto di una storia segnata da assedi, guerre, dominazioni e resistenza. Esse raccontano, pietra dopo pietra, la lunga vicenda di una comunità che ha saputo sopravvivere alle tempeste della storia, mantenendo viva la propria identità affacciata sul mare Ionio.
Il ruolo di Niceforo II Foca
Nel X secolo, durante la riconquista bizantina dell’Italia meridionale, Cariati assunse un ruolo strategico fondamentale sotto l’impero di Niceforo II Foca. In quegli anni, l’imperatore rafforzò il sistema difensivo della Calabria orientale per consolidare il controllo bizantino sulle coste ioniche e contrastare le minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Cariati venne inserita in questa rete come cittadella fortificata, un kastron destinato alla difesa militare e al presidio del territorio. La sua posizione elevata e dominante la rese un punto di osservazione e di resistenza essenziale, collegato ai principali centri bizantini della regione, in particolare Rossano. L’opera di fortificazione avviata in questo periodo segnò in modo duraturo l’identità urbana di Cariati, ponendo le basi delle strutture difensive che, nei secoli successivi, avrebbero protetto la città e ne avrebbero definito il profilo storico.
Cariati sentinella dello Jonio
La posizione di Cariati ha rappresentato, fin dalle origini, uno dei principali fattori della sua importanza storica. Sorge su un colle che domina il litorale ionico, in un punto da cui lo sguardo può abbracciare ampi tratti di costa e controllare le vie di accesso dall’entroterra. Questa collocazione consentiva un’efficace sorveglianza marittima e terrestre, rendendo il centro un presidio naturale contro incursioni e invasioni. Inserita lungo le rotte che collegavano il mare alle aree interne della Calabria, Cariati svolse nei secoli una funzione di controllo territoriale e militare di primaria rilevanza. La sua posizione elevata e difendibile ne fece una fortezza naturale, scelta e rafforzata dalle potenze che si succedettero nel dominio della regione, dai Bizantini ai Normanni, fino all’età aragonese, consolidando il ruolo di Cariati come punto chiave dello Ionio calabrese.