Seleziona una pagina

Il Porto tra Commercio, Pescatori e Navigazioni Antiche

Il porto di Cariati rappresenta uno dei punti più significativi del rapporto tra la città e il Mar Ionio, un legame che affonda le radici in una tradizione marinara consolidata nel tempo e ancora oggi viva nella memoria collettiva e nell’economia locale. Situato lungo la costa ionica calabrese, il porto costituisce un’infrastruttura fondamentale per la marineria cittadina e per l’attività peschereccia che per generazioni ha caratterizzato la vita di numerose famiglie cariatese. La relazione tra Cariati e il mare è storica: già in età medievale la posizione costiera della città aveva un valore strategico e commerciale, e nel tempo le attività legate alla pesca si sono strutturate come elemento stabile dell’economia locale. Prima della realizzazione dell’attuale infrastruttura portuale, l’approdo avveniva in modo più semplice, sfruttando tratti di costa e piccole strutture di fortuna; con il progressivo sviluppo del centro abitato e con l’esigenza di garantire maggiore sicurezza alle imbarcazioni, si è giunti alla realizzazione di un vero e proprio porto, dotato di banchine, pontili e servizi a supporto della flotta. Il porto moderno di Cariati nasce come porto prevalentemente peschereccio, destinato ad accogliere motopesca e imbarcazioni di piccola e media stazza. Nel corso degli anni si è configurato come uno degli approdi di riferimento della fascia ionica cosentina, svolgendo una funzione essenziale per la pesca locale e, successivamente, anche per la nautica da diporto. La sua struttura comprende aree di ormeggio, servizi per le imbarcazioni e spazi funzionali alle attività di sbarco del pescato.La flotta peschereccia di Cariati è stata per decenni uno dei motori dell’economia cittadina. Le barche, spesso a conduzione familiare, hanno operato nelle acque ioniche con tecniche tradizionali e poi progressivamente modernizzate, adattandosi alle normative nazionali ed europee che regolano il settore della pesca. La marineria cariatese si è distinta per la continuità del lavoro e per la forte identità professionale dei pescatori, custodi di conoscenze legate ai fondali, alle correnti e ai cicli stagionali del mare.Il lavoro della pesca ha sempre rappresentato un’attività complessa e impegnativa, scandita da uscite notturne, rientri all’alba e operazioni di selezione e commercializzazione del pescato. Il porto, in questo contesto, non è soltanto un’infrastruttura tecnica, ma un luogo di socialità e di scambio, dove si intrecciano storie personali e tradizione collettiva. Le banchine diventano spazi di incontro, di trasmissione di esperienza tra generazioni, di confronto sulle condizioni del mare e sulle prospettive del settore.

Negli ultimi anni il porto di Cariati ha dovuto confrontarsi con alcune criticità, tra cui il fenomeno dell’insabbiamento dell’imboccatura, che ha reso necessari interventi di dragaggio per garantire la piena operatività e la sicurezza delle imbarcazioni. Questo aspetto ha evidenziato quanto la manutenzione costante sia determinante per preservare la funzionalità di un’infrastruttura fondamentale per l’economia locale. Parallelamente, il porto ha conosciuto un progressivo sviluppo anche nel settore della nautica da diporto, ampliando la propria funzione oltre quella strettamente peschereccia. Oggi accoglie imbarcazioni private e rappresenta un punto di accesso privilegiato per chi visita la costa ionica, contribuendo a integrare l’attività tradizionale con nuove opportunità legate al turismo marittimo. Nonostante le trasformazioni economiche e le difficoltà che interessano il comparto della pesca su scala nazionale, la flotta peschereccia di Cariati continua a essere una presenza concreta e riconoscibile nel panorama portuale. Essa testimonia la resilienza di una comunità che ha saputo mantenere vivo il proprio legame con il mare, adattandosi ai cambiamenti senza perdere la propria identità.Il porto di Cariati non è dunque soltanto un’infrastruttura, ma un simbolo della storia cittadina: un luogo dove passato e presente si incontrano, dove la tradizione marinara si intreccia con le esigenze contemporanee e dove il mare continua a rappresentare una risorsa economica, culturale e identitaria per l’intera comunità.

Il ruolo di Niceforo II Foca

Nel X secolo, durante la riconquista bizantina dell’Italia meridionale, Cariati assunse un ruolo strategico fondamentale sotto l’impero di Niceforo II Foca. In quegli anni, l’imperatore rafforzò il sistema difensivo della Calabria orientale per consolidare il controllo bizantino sulle coste ioniche e contrastare le minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Cariati venne inserita in questa rete come cittadella fortificata, un kastron destinato alla difesa militare e al presidio del territorio. La sua posizione elevata e dominante la rese un punto di osservazione e di resistenza essenziale, collegato ai principali centri bizantini della regione, in particolare Rossano. L’opera di fortificazione avviata in questo periodo segnò in modo duraturo l’identità urbana di Cariati, ponendo le basi delle strutture difensive che, nei secoli successivi, avrebbero protetto la città e ne avrebbero definito il profilo storico.

 

Cariati sentinella dello Jonio

La posizione di Cariati ha rappresentato, fin dalle origini, uno dei principali fattori della sua importanza storica. Sorge su un colle che domina il litorale ionico, in un punto da cui lo sguardo può abbracciare ampi tratti di costa e controllare le vie di accesso dall’entroterra. Questa collocazione consentiva un’efficace sorveglianza marittima e terrestre, rendendo il centro un presidio naturale contro incursioni e invasioni. Inserita lungo le rotte che collegavano il mare alle aree interne della Calabria, Cariati svolse nei secoli una funzione di controllo territoriale e militare di primaria rilevanza. La sua posizione elevata e difendibile ne fece una fortezza naturale, scelta e rafforzata dalle potenze che si succedettero nel dominio della regione, dai Bizantini ai Normanni, fino all’età aragonese, consolidando il ruolo di Cariati come punto chiave dello Ionio calabrese.