La Concattedrale di San Michele Arcangelo

La Concattedrale di San Michele Arcangelo di Cariati rappresenta il cuore spirituale e religioso della città e costituisce una delle più importanti testimonianze della storia ecclesiastica della Calabria ionica. L’edificio sacro affonda le proprie origini nel Medioevo, periodo in cui Cariati assunse un ruolo di rilievo non solo militare ma anche religioso, divenendo sede vescovile. La dedicazione a San Michele Arcangelo si inserisce in una tradizione profondamente radicata nell’Italia meridionale e legata alla diffusione del culto micaelico in età normanna, quando l’Arcangelo veniva venerato come protettore, difensore della fede e guida delle comunità cristiane. La chiesa fu elevata a cattedrale con l’istituzione della diocesi di Cariati nel XV secolo, diventando il centro della vita liturgica e amministrativa del territorio; tale funzione venne mantenuta fino alla soppressione della diocesi agli inizi dell’Ottocento, quando essa fu unita ad altre circoscrizioni ecclesiastiche, pur conservando per l’edificio il titolo di concattedrale. Nel corso dei secoli la chiesa ha subito ampliamenti, restauri e trasformazioni che ne hanno progressivamente definito l’aspetto attuale, riflettendo i mutamenti del gusto artistico e le esigenze della comunità religiosa. L’interno, solenne e articolato, presenta una struttura a navata con cappelle laterali e un ricco apparato decorativo che risente degli interventi di età moderna, in particolare barocchi, espressione della volontà di rendere lo spazio sacro degno della centralità liturgica che la concattedrale rivestiva. Altari, opere pittoriche e scultoree concorrono a creare un ambiente destinato alla celebrazione dei sacramenti e alla catechesi visiva dei fedeli, secondo una concezione della chiesa come luogo di incontro tra il divino e la comunità. La figura di San Michele Arcangelo, titolare della concattedrale, ha sempre occupato un posto centrale nella devozione popolare cariatese, incarnando l’idea della protezione celeste sulla città e sul suo territorio, in un contesto storicamente segnato da pericoli, invasioni e difficoltà. Ancora oggi la concattedrale di San Michele Arcangelo continua a svolgere un ruolo fondamentale nella vita religiosa di Cariati, custodendo la memoria di secoli di fede, di tradizione liturgica e di identità comunitaria, e rappresentando un punto di riferimento spirituale che unisce il passato medievale della città alla sua dimensione religiosa contemporanea.
Il ruolo di Niceforo II Foca
Nel X secolo, durante la riconquista bizantina dell’Italia meridionale, Cariati assunse un ruolo strategico fondamentale sotto l’impero di Niceforo II Foca. In quegli anni, l’imperatore rafforzò il sistema difensivo della Calabria orientale per consolidare il controllo bizantino sulle coste ioniche e contrastare le minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Cariati venne inserita in questa rete come cittadella fortificata, un kastron destinato alla difesa militare e al presidio del territorio. La sua posizione elevata e dominante la rese un punto di osservazione e di resistenza essenziale, collegato ai principali centri bizantini della regione, in particolare Rossano. L’opera di fortificazione avviata in questo periodo segnò in modo duraturo l’identità urbana di Cariati, ponendo le basi delle strutture difensive che, nei secoli successivi, avrebbero protetto la città e ne avrebbero definito il profilo storico.
Cariati sentinella dello Jonio
La posizione di Cariati ha rappresentato, fin dalle origini, uno dei principali fattori della sua importanza storica. Sorge su un colle che domina il litorale ionico, in un punto da cui lo sguardo può abbracciare ampi tratti di costa e controllare le vie di accesso dall’entroterra. Questa collocazione consentiva un’efficace sorveglianza marittima e terrestre, rendendo il centro un presidio naturale contro incursioni e invasioni. Inserita lungo le rotte che collegavano il mare alle aree interne della Calabria, Cariati svolse nei secoli una funzione di controllo territoriale e militare di primaria rilevanza. La sua posizione elevata e difendibile ne fece una fortezza naturale, scelta e rafforzata dalle potenze che si succedettero nel dominio della regione, dai Bizantini ai Normanni, fino all’età aragonese, consolidando il ruolo di Cariati come punto chiave dello Ionio calabrese.