1544: Il giorno in cui il mare portò Barbarossa a Cariati

Il ruolo di Niceforo II Foca
Nel X secolo, durante la riconquista bizantina dell’Italia meridionale, Cariati assunse un ruolo strategico fondamentale sotto l’impero di Niceforo II Foca. In quegli anni, l’imperatore rafforzò il sistema difensivo della Calabria orientale per consolidare il controllo bizantino sulle coste ioniche e contrastare le minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Cariati venne inserita in questa rete come cittadella fortificata, un kastron destinato alla difesa militare e al presidio del territorio. La sua posizione elevata e dominante la rese un punto di osservazione e di resistenza essenziale, collegato ai principali centri bizantini della regione, in particolare Rossano. L’opera di fortificazione avviata in questo periodo segnò in modo duraturo l’identità urbana di Cariati, ponendo le basi delle strutture difensive che, nei secoli successivi, avrebbero protetto la città e ne avrebbero definito il profilo storico.
Cariati sentinella dello Jonio
La posizione di Cariati ha rappresentato, fin dalle origini, uno dei principali fattori della sua importanza storica. Sorge su un colle che domina il litorale ionico, in un punto da cui lo sguardo può abbracciare ampi tratti di costa e controllare le vie di accesso dall’entroterra. Questa collocazione consentiva un’efficace sorveglianza marittima e terrestre, rendendo il centro un presidio naturale contro incursioni e invasioni. Inserita lungo le rotte che collegavano il mare alle aree interne della Calabria, Cariati svolse nei secoli una funzione di controllo territoriale e militare di primaria rilevanza. La sua posizione elevata e difendibile ne fece una fortezza naturale, scelta e rafforzata dalle potenze che si succedettero nel dominio della regione, dai Bizantini ai Normanni, fino all’età aragonese, consolidando il ruolo di Cariati come punto chiave dello Ionio calabrese.