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Le Antiche Difese del Borgo tra Mare e Terra

La cinta muraria di Cariati rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura difensiva medievale della Calabria ionica e costituisce ancora oggi l’elemento identitario più forte del centro storico, la Terravecchia. La sua costruzione si inserisce in un contesto storico segnato dall’instabilità politica e militare che caratterizzò il Mezzogiorno tra l’XI e il XIV secolo, quando le comunità costiere furono costrette a dotarsi di sistemi difensivi permanenti per proteggersi dalle incursioni provenienti dal mare. Cariati, per la sua posizione sopraelevata e strategica lungo la costa ionica, assunse un ruolo di presidio territoriale, e la realizzazione di una poderosa cinta muraria rispose alla necessità di controllare il litorale e garantire sicurezza alla popolazione. Le prime strutture difensive sono generalmente ricondotte all’epoca normanna, quando il borgo venne fortificato in modo organico, ma la cinta muraria subì nel tempo ampliamenti, rinforzi e adattamenti sotto le successive dominazioni sveva, angioina e aragonese, seguendo l’evoluzione delle tecniche militari. Le mura, costruite in pietra locale, si sviluppano lungo l’intero perimetro del promontorio, adattandosi alla morfologia naturale del terreno e creando una barriera continua che separava nettamente lo spazio urbano dall’esterno. Lungo il tracciato si alternano tratti di cortina muraria e torri di avvistamento, alcune a pianta cilindrica, altre quadrangolari, concepite per la sorveglianza e la difesa attiva del borgo, mentre gli accessi erano limitati e controllati attraverso porte urbane, oggi in parte scomparse o inglobate nel tessuto edilizio. Un ruolo fondamentale all’interno del sistema difensivo era svolto dal bastione, elemento rafforzato della cinta muraria, posto nei punti più esposti e strategici, in particolare verso il mare, che consentiva un controllo visivo più ampio e una maggiore capacità di resistenza in caso di assedio. La presenza del bastione testimonia l’importanza militare di Cariati nel contesto della difesa costiera e l’adattamento progressivo delle strutture alle nuove esigenze belliche dell’età tardo-medievale e moderna. Con il graduale venir meno della funzione militare, soprattutto tra il XVIII e il XIX secolo, la cinta muraria perse il suo ruolo difensivo, ma non fu mai completamente abbandonata: al contrario, divenne parte integrante della vita urbana, con abitazioni e edifici civili addossati direttamente alle mura, trasformando un’opera militare in una struttura portante del tessuto cittadino. Questo processo di integrazione ha contribuito in modo significativo alla conservazione delle mura, che ancora oggi risultano in gran parte leggibili e percorribili, offrendo una chiara testimonianza della struttura originaria del borgo fortificato. La cinta muraria di Cariati non è dunque soltanto un monumento, ma un documento storico in pietra che racconta secoli di difesa, di organizzazione comunitaria e di rapporto diretto tra il centro abitato e il mare, restituendo l’immagine di una città che ha costruito la propria identità attorno alla necessità di proteggersi e di resistere, lasciando in eredità uno dei sistemi difensivi meglio conservati della Calabria ionica.

Il ruolo di Niceforo II Foca

Nel X secolo, durante la riconquista bizantina dell’Italia meridionale, Cariati assunse un ruolo strategico fondamentale sotto l’impero di Niceforo II Foca. In quegli anni, l’imperatore rafforzò il sistema difensivo della Calabria orientale per consolidare il controllo bizantino sulle coste ioniche e contrastare le minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Cariati venne inserita in questa rete come cittadella fortificata, un kastron destinato alla difesa militare e al presidio del territorio. La sua posizione elevata e dominante la rese un punto di osservazione e di resistenza essenziale, collegato ai principali centri bizantini della regione, in particolare Rossano. L’opera di fortificazione avviata in questo periodo segnò in modo duraturo l’identità urbana di Cariati, ponendo le basi delle strutture difensive che, nei secoli successivi, avrebbero protetto la città e ne avrebbero definito il profilo storico.

 

Cariati sentinella dello Jonio

La posizione di Cariati ha rappresentato, fin dalle origini, uno dei principali fattori della sua importanza storica. Sorge su un colle che domina il litorale ionico, in un punto da cui lo sguardo può abbracciare ampi tratti di costa e controllare le vie di accesso dall’entroterra. Questa collocazione consentiva un’efficace sorveglianza marittima e terrestre, rendendo il centro un presidio naturale contro incursioni e invasioni. Inserita lungo le rotte che collegavano il mare alle aree interne della Calabria, Cariati svolse nei secoli una funzione di controllo territoriale e militare di primaria rilevanza. La sua posizione elevata e difendibile ne fece una fortezza naturale, scelta e rafforzata dalle potenze che si succedettero nel dominio della regione, dai Bizantini ai Normanni, fino all’età aragonese, consolidando il ruolo di Cariati come punto chiave dello Ionio calabrese.